SS.UU. Il giudice deve sempre rinviare quando l’avvocato sciopera legittimamente

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Avvocati-11La Cassazione SS.UU., con sentenza n. 40187/2014 ha definito il potere del giudice rispetto allo sciopero degli avvocati. La sentenza scaturiva da un’ordinanza di rimessione alle SS.UU con la quale venne formulato il seguente quesito di diritto: “Se, anche dopo l’emanazione del codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati, adottato il 4 aprile 2007 e ritenuto idoneo dalla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi essenziali con delibera del 13 dicembre 2007, permanesse il potere del giudice – in caso di adesione del difensore all’astensione proclamata dall’associazione di categoria – di disporre la prosecuzione del giudizio in presenza di esigenze di giustizia non contemplate dal codice suddetto“.

I punti fondamentali

La Cassazione, in proposito, ha chiarito alcuni punti fondamentali. Primo: il diritto dell’avvocato di astenersi è un diritto costituzionalmente garantito e non una “mera” libertà del professionista di astenersi o meno. Secondo: il codice di autoregolamentazione degli avvocati, relativo alle astensioni delle udienze, è fonte di diritto oggettivo, contenente norme secondarie o regolamentari, vincolanti ex-art. 101 Cost. anche per il giudice. Terzo: il bilanciamento tra il diritto di sciopero e l’interesse dello Stato e dei cittadini al servizio giudiziario è stato definito con la legge 146/1990 e successive modifiche, oltre che dalle fonti secondarie competenti in materia.

Se l’astensione è legittima

Perciò, fermi i punti di cui sopra, il giudicante – secondo i supremi giudici – può solo verificare che l’astensione abbia rispettato le norme di legge, i regolamenti e il codice di autoregolamentazione. Se ciò è avvenuto, deve dare atto dello sciopero e rinviare, anche quando il codice di autoregolamentazione non abbia contemplato le contingenti esigenze di giustizia che indurrebbero a non procastinare la celebrazione del processo. In altre parole, ogni qual volta, l’astensione è svolta legittimamente.

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