Se per la parcella dell’attività stragiudiziale serve il conferimento del mandato

di  /   /  0 Commenti A- A A+

firma-procuraE’ chiaro ormai che non è più sufficiente una stretta di mano e nemmeno una letterina di diffida mandata a nome e per conto del cliente alla controparte per provare l’attività stragiudiziale. Serve qualcosa di più: il mandato. Come se dovessimo iniziare un processo. Altrimenti rischiamo di perdere il compenso. Il cliente nega, non vuole pagare e se gli facciamo causa, rischiamo pure una lite temeraria.

Così almeno afferma una recente sentenza della Corte di Cassazione che smentisce peraltro un’altra sentenza del 2014 di cui abbiamo dato conto qualche tempo fa. Secondo l’ultimo orientamento dei giudici di legittimità, per ottenere dal giudice la condanna dell’ormai ex-cliente al pagamento del compenso dovuto per l’attività stragiudiziale svolta, il legale deve dimostrare il conferimento dell’incarico. In altre parole, non è più sufficiente la fattura oppure la bozza di un contratto o di un atto di citazione non sottoscritto dal cliente. Serve il mandato, il conferimento dell’incarico. Insomma un documento che rappresenti un riconoscimento di debito o comunque il riconoscimento dell’attività svolta in nome e per conto del cliente.

Perciò, d’ora in avanti, prendere la sana abitudine di stipulare un contratto di conferimento dell’incarico o far firmare il mandato al cliente, anche se siamo solo in fase stragiudiziale.

Cass. n. 13106/15 del 24 giugno 2015

© 2015 siamoavvocati.it – Note Legali  Commenta
Seguimi su Facebook / Twitter / Iscriviti alla Newsletter

Ancora nessun commento. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti vengono pubblicati a totale ed esclusiva discrezione dell'autore del blog. Ai fini della pubblicazione sarà valutata l'osservanza da parte del commentatore delle seguenti regole e condizioni:
  1. 1. I commenti devono essere o contenere opinioni personali di chi commenta. L'estrapolazione di piccole parti di articoli è permessa ai fini del proprio commento (il quote).
  2. 2. I commenti devono essere sintetici, pertinenti all'articolo, scritti in italiano (possibilmente) corretto e non in maiuscoletto. Ci si si riserva il diritto di tagliare il commento nei punti superflui.
  3. 3. I commenti non devono essere offensivi, razzisti e diffamatori nei confronti di chiunque, e non possono incitare alla violenza e alla discriminazione. Inoltre non devono essere meramente provocatori e inutili.
  4. 4. I commenti non devono offendere l'autore del blog.
  5. I commenti non possono citare, sostenere e supportare notizie acclarate come infondate e false.
  6. 5. I commenti non possono essere intercalati con volgarità.
  7. 6. I commenti non devono essere inseriti per mero fine di auto-pubblicità del proprio sito o per promuovere un prodotto.
  8. 7. È comunque fatto divieto inserire nei commenti link a siti malevoli, spammers, pornografici e pedopornografici.
I commentatori che violano queste norme verranno contrassegnati come spam e i loro commenti non verranno pubblicati.

Software Popolari