Previdenza. L’art. 21 della legge professionale all’attenzione del Parlamento Europeo

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europe-436416_640Le coscienze iniziano a destarsi. Soprattutto nel mondo politico, qualcuno inizia a comprendere che l’art. 21 della legge professionale, è tutto fuorché a favore della libera professione e delle nuove generazioni di avvocati. E’ facile dire che la norma tutela l’effettività dell’esercizio professionale e garantisce unapensione ai giovani. Trattasi di tesi discutibili. Nel concreto, la norma limita l’accesso alla professione forense su base reddituale e taglia le gambe ai giovani avvocati.

In tal senso è interessante l’intervento dell’eurodeputato Ignazio Corrao per il quale “la riforma italiana dell’ordinamento forense scoraggia le giovani professionalità e agevola soltanto gli affermati professionisti“, domandandosi se la riforma italiana “violi il principio di libera concorrenza ed ostacoli l’accesso alla professione e la libera circolazione dei servizi“.

Non a caso, il maggiore imputato è proprio l’art. 21 della legge professionale, e in particolar modo i commi 8 e 9, che – sappiamo – stabiliscono l’obbligo di iscrizione a Cassa Forense e una contribuzione minima slegata da qualsiasi parametro reddituale.  Una norma che, secondo l’eurodeputato, “tutela gli interessi di pochi ricchi e potenti” dal momento che per “i giovani avvocati, anche in assenza di guadagni, vi è l’obbligo di pagamento di circa 850 euro, a fronte del riconoscimento di soli sei mesi contributivi annui“, in difetto del quale essi “rischiano di essere cancellati dall’albo professionale perché non hanno la possibilità di pagare tasse a prescindere dal fatturato“.

Per Corrao, dunque, la normativa è meritevole di attenzione da parte dell’UE in quanto essa viola palesemente non solo i diritti fondamentali dell’Unione Europea che vietano qualsiasi forma di discriminazione fondata anche sul reddito, ma pure  il principio di libera concorrenza (artt. 101 e 102 TFEU), in quanto la norma ostacola l’accesso alla professione e la libera circolazione dei servizi.

Quanto potrà essere utile questo intervento dell’eurodeputato, non lo so. E’ certo però che qualcuno inizia a realizzare che la norma, così come è stata formulata, non può avere finalità solidaristiche, né previdenziali. Ha solo uno scopo: estromettere dalla professione un sostanzioso numero di professionisti, che legittimamente hanno ottenuto il titolo dopo anni di sacrificio e un esame di Stato affatto non semplice. Mettere in discussione le scelte professionali delle persone con norme che fanno leva sul reddito e sul futuro pensionistico delle stesse, è incompatibile con la carta costituzionale e con i principi di salvaguardia dei diritti fondamentali della persona umana.

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Una opinione su “Previdenza. L’art. 21 della legge professionale all’attenzione del Parlamento Europeo” ↓

Reazioni: 1 commento e 0 pings per questo articolo

  1. di pignataro adriana /

    perchè devo pagare i contributi alla Cassa se ho superato il massimo consentito di età ed ho già una pensione Inps come avvocato pubblico? Per cui non avrò mai una pensione dalla Cassa forense?

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