Pratica forense. Uno sguardo alle nuove regole sul tirocinio

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apprendistaIl ministero ha inviato al C.N.F. la bozza di regolamento attuativo dell’art. 41, comma 13, legge 247/2012, sul praticantato presso un avvocato. I punti salienti sono essenzialmente due: il praticante deve partecipare ad almeno 20 ore settimanali in studio e 20 udienze per semestre; deve dimostrare di aver effettivamente collaborato allo studio delle controversie e alla redazione di atti e pareri.

Il regolamento comunque disciplina le varie fasi del tirocinio professionale: 1) le modalità di svolgimento della pratica; 2) le ipotesi di interruzione del tirocinio; 3) le procedure di controllo da parte dei COA; 4) il tirocinio svolto presso un altro Stato dell’Unione Europea; 5) l’abilitazione a esercitare temporaneamente la professione.

Quanto alle modalità di svolgimento della pratica, i criteri sono tre: l’assiduità della pratica consistente nella presenza in studio del tirocinante per almeno 20 ore settimanali, il quale deve inoltre partecipare ad almeno 20 udienze per semestre. La pratica deve essere svolta in modo diligente e nel rispetto della riservatezza dei dati e delle informazioni acquisite durante l’apprendistato.

Al Consiglio dell’Ordine spetta il controllo sul corretto svolgimento della pratica forense, tramite il controllo del libretto di pratica, i colloqui periodici e l’assunzione di informazioni dai soggetti presso i quali il praticante sta svolgendo il tirocinio.

Il regolamento verrà applicato ai praticantati iniziati il giorno successivo alla sua pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale. Ai tirocini in corso continuerà ad applicarsi la normativa previgente, ferma restando la riduzione della durata a diciotto mesi e la facoltà del praticante di avvalersi delle modalità alternative di svolgimento del tirocinio.

Infine scompare del tutto la figura del patrocinatore legale. Il praticante abilitato non potrà più svolgere in completa autonomia l’esercizio della professione. Infatti, è necessario ricordare che ai sensi dell’art. 41 L.P. e dell’art. 7 della bozza di regolamento, nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorsi sei mesi dall’iscrizione nel registro dei praticanti – purché in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza – può esercitare attività professionale in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso anche se si tratta di affari non trattati direttamente dal medesimo1.

Leggi la bozza di regolamento praticanti

  1. In ambito civile di fronte al tribunale e al giudice di pace, e in ambito penale nei procedimenti di competenza del giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 19 febbraio 1998, n. 51, rientravano nella competenza del pretore.
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