La notifica via PEC nei procedimenti tributari è più rigorosa. Attenzione!

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La Commissione Provinciale Tributaria di Avellino, sent. 20 giugno 2014, ha puntualizzato i requisiti di validità delle notifiche a mezzo PEC, dichiarando inesistente la notifica per la mancata allegazione del provvedimento di diniego di primo grado e per la mancata esibizione del certificato di firma digitale del notificante e della firma digitale del Gestore PEC.

In particolare, il giudice tributario di merito, ha stabilito che una notifica via PEC, nel processo tributario, è considerata regolare quando:

  1. Viene stampato l’atto notificato in formato PDF con firma digitale, ove si tratti di allegato.
  2. Vengono prodotte le ricevute di accettazione e consegna completa della PEC.
  3. Viene prodotto il certificato di firma digitale del notificante.
  4. Viene prodotto il certificato di firma del gestore di PEC.
  5. Vengono prodotte le informazioni richieste art. 18 per il corpo del messaggio

La documentazione anzidetta è utile per fornire la prova della corretta notifica dell’atto.

Un solo appunto. Da questa sentenza emerge chiaramente come siamo ancora ben lontani dalla semplificazione telematica e da una omogenizzazione delle procedure, ivi comprese quelle relative alle notifiche via PEC. Attualmente navighiamo nell’incertezza e nel dubbio, con il rischio di vederci dichiarare l’inesistenza di una notifica sulla base di regole tecniche o procedurali ancora del tutto poco chiare.

Qui la sentenza.

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