La bocciatura all’esame di avvocato deve essere motivata. Così dice il TAR

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esame-avvocatoIl TAR della Lombardia con la sentenza 2758/2015 ha accolto il ricorso di una giovane aspirante al titolo di avvocato contro la propria bocciatura all’esame scritto per l’abilitazione alla professione forense, definita con il solo voto numerico e senza una motivazione – seppure sintetica – circa la decisione presa dalla commissione d’esame.

Il giudice amministrativo lombardo motiva la propria sentenza ritenendo comunque operativo l’art. 46, comma 5 della legge 247/2012, secondo il quale “la commissione annota le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato, le quali costituiscono motivazione del voto che viene espresso con un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli componenti“.  E ciò nonostante il successivo art. 49 rinvii di quattro anni la sua applicazione. Ciò perché comunque l’obbligo di motivare anche solo sinteticamente la bocciatura, e dunque il voto numerico, si desume dal complessivo quadro normativo previgente, e in ogni caso una motivazione sintetica permette al candidato di meglio comprendere gli errori commessi durante la stesura dell’elaborato, soprattutto se l’elaborato è privo di segni di correzione.

Per questa ragione, il TAR ha annullato il voto e ha condannato l’amministrazione  a disporre il motivato riesame delle prove della ricorrente, da parte di una diversa Commissione diversa.

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