In G.U. la riforma sulle difese d’ufficio. Per chi è già iscritto: un anno per dimostrare i requisiti

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La riforma sulla difesa d’ufficio è stata pubblicata in gazzetta. Il D.Lgs. n. 6/2015 lo troverete nella G.U. n. 6 del 5 febbraio 2015. Dunque è diventata “legge”. Trovate i criteri  e il commento alla norma in questo post.

Qui non posso far altro che stigmatizzare ancora una volta una norma che, dietro il debole paravento di una migliore preparazione dell’avvocato in tema penale, mira a restringere le occasioni di lavoro per gli avvocati collocati nelle fasce deboli, che da una parte non possono permettersi gli alti costi della formazione richiesta dalla novella, e dall’altra non possono neanche permettersi il cosiddetto titolo di specialista previsto dalla legge professionale.

Ecco dunque compiuto un altro passo verso una forma censuaria della professione forense, nella quale l’elemento qualificante è la capacità economica dell’avvocato nell’affrontare gli ormai alti ed esosi costi connessi al suo esercizio. I principi di libertà e indipendenza, autonomia e autodeterminazione del professionista, giorno dopo giorno, assumono sempre più la consistenza di un epitaffio inciso sulla tomba di quella che fu l’avvocatura libera, indipendente e refrattaria a qualsiasi obbligo o vincolo che non fosse di natura deontologica.

E’ da segnalare comunque che la norma non affronta il problema dei pagamenti delle difese d’ufficio. Ma sono quasi certo, che ora che i difensori d’ufficio saranno pochi e apparterranno quasi tutti alle fasce alte della professione, lo Stato troverà un modo per rendere remunerativo questo importante settore della professione; diversamente chi mai si sobbarcherebbe l’onere di difendere gratuitamente un povero derelitto della società?

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