In arrivo l’assicurazione contro i clienti che non pagano. L’ultima del Governo Renzi

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esame-avvocato-2013A gennaio il Governo si occuperà del cosiddetto DDL professionisti o jobs act degli autonomi. Tra le misure previste, risalta quella che prevede la possibilità per il professionista, e nel nostro caso dell’avvocato, di stipulare una polizza assicurativa contro il mancato pagamento dei compensi professionali da parte dei propri clienti. In altre parole, se il cliente non paga, ecco che interviene l’assicurazione. Il relativo premio potrà essere dedotto dalla dichiarazione dei redditi.

Le perplessità in ordine a questa possibilità sono diverse, ma finché per il professionista rimane solo una opportunità, poco male. La verità è che ci si domanda come sarà possibile indurre una società di assicurazione a stipulare un contratto di tal genere, senza che questa verifichi prima i fattori di rischio legati agli inadempimenti dei clienti di quel preciso professionista. E’ chiaro infatti che la società assicuratrice difficilmente stipulerà un contratto per la copertura del rischio da mancato pagamento dei crediti professionali, se i casi di mancato pagamento possono verificarsi di frequente. Il che ci riporta al punto di partenza: la società assicuratrice pretenderà quasi certamente la prova che il professionista abbia fatto di tutto per farsi pagare e che il mancato pagamento non sia il frutto della sua negligenza professionale.

L’idea dunque che la norma sia stata pensata soprattutto per i neoavvocati ovvero che una simile disposizione risolva i problemi di una professione al tracollo, mi pare alquanto balzana. In parte perché i neoavvocati, avendo troppo frequentemente redditi molto bassi e oneri economico-professionali altissimi (pensiamo alla Cassa Forense e alla RC professionale), difficilmente attiveranno un’altra polizza professionale, e in parte perché i problemi economici dell’avvocatura, essendo dovuti a una profonda crisi del settore giustizia e alla sistematica demolizione della funzione costituzionale del diritto di difesa (che un tempo era garantita anche dalle tariffe professionali), non possono essere risolti con blande soluzioni come questa appena illustrata.

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