Il diritto (abolito) alla restituzione dei contributi versati a Cassa Forense

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cassa-forense_smallLa L. 20 settembre 1980, n. 576, all’art. 21, comma 1, prevedeva la restituzione dei contributi soggettivi e i minimi, versati dall’avvocato qualora costui, malauguratamente, non avesse raggiunto i requisiti contributivi per ottenere la pensione.

Ebbene questa norma purtroppo è stata abolita dall’art. 4 del regolamento generale di Cassa Forense, che ha posto il divieto di restituire i contributi versati, con la possibilità per l’iscritto di ottenere una pensione contributiva con almeno cinque anni di contributi versati.

Il divieto, negli ultimi tempi, è stato spesso fatto oggetto di ricorso davanti al giudice, e purtroppo è stato confermato come legittimo. Paradigmatica è una Cassazione del 2011, la n. 12209, che in sostanza afferma che nell’esercizio della propria autonomia, Cassa Forense (ormai privatizzata) ha potuto legittimamente derogare una norma di legge con il proprio regolamento generale (art. 4), stabilendo il divieto di restituzione dei contributi versati. Ebbene, salvo mutamenti di giurisprudenza, questo è purtroppo il quadro normativo e giurisprudenziale attuale.

Esiste tuttavia un’eccezione alla regola anzidetta. Lo stesso art. 4 infatti stabilisce che potranno essere restituiti i contributi versati per gli anni di iscrizione dichiarati inefficaci ai sensi dell’art. 22, u.c. della L. 576/1980.

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