I fondi europei anche per gli avvocati. La norma nella legge di stabilità

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bills-496229_960_720I fondi europei per i professionisti, e dunque anche per gli avvocati, ha avuto un iter davvero travagliato in Parlamento a causa di un incidente diplomatico con le professioni non regolamentate. Previsto tale diritto da un emendamento approvato il 15 novembre scorso, ha infatti rischiato di venire cancellato a causa di una ambiguità della norma che pareva permettere l’accesso ai fondi solo per le professioni regolamentate e non anche per quelle non regolamentate. Fortunatamente l’inghippo è stato risolto e la norma è passata.

Naturalmente nel mondo forense c’è stata grande soddisfazione per questa importante novità. Lo afferma l’attuale presidente di Cassa forense, Nunzio Luciano, il quale rileva come “la decisione di mantenere all’interno della legge di Stabilità la norma sui fondi dell’Unione europea per i professionisti rappresenta una scelta saggia e lungimirante“. Ciò perché i professionisti vengono messi nella condizione di ricevere un aiuto concreto a fronte delle difficoltà quotidiane dovute alla crisi del settore delle libere professioni. Il che può essere vero, ma è chiaro che anche questa opportunità non basta, se esistono nel nostro ordinamento norme che ostacolano il libero esercizio della professione forense.

Con la nuova norma, comunque, i professionisti (e gli avvocati) sono equiparati alle piccole e medie imprese e potranno accedere ai PON (Piani organizzativi nazionali) e ai POR (Piani organizzativi regionali) del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 1.

  1. Peraltro, il diritto di accesso era già previsto dal regolamento UE n. 1303/2013, che però non è stato mai veramente attuato a causa di alcuni requisiti richiesti, come l’iscrizione alla camera di commercio
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