Archivio per Etichetta:Processo Civile

Da oggi, 30 giugno, PCT anche in Appello

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Da oggi, il PCT approda anche in appello. Per gli avvocati, dunque, scatta l’obbligo del deposito telematico, anche per gli atti d’appello, esclusi gli atti introduttivi, per i quali vale ancora la regola della facoltatività. Dunque gli atti endoprocessuali dovranno obbligatoriamente essere depositati telematicamente (ogni busta non dovrà eccedere i 30mb), mentre gli atti introduttivi… Leggi di più →

Se cambia l’indirizzo dello studio legale dell’appellato nessuna rimessione in termini per l’appello

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Secondo la Cassazione, l’avvenuta modifica dell’indirizzo dello studio legale non giustifica la proroga del termine per appellare di cui all’art. 337 c.p.c., poiché in questo caso il potere di impugnazione si esaurisce definitivamente quando decorre il termine dalla pubblicazione della sentenza (sei mesi), ciò indipendentemente dal termine breve (3o gg.) che decorre dalla notifica della sentenza… Leggi di più →

Il recupero del credito? L’avvocato lo deve fare nell’effettiva dimora del debitore

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Nel recupero del credito nei confronti del proprio cliente, l’avvocato che conosce la dimora del proprio debitore, deve agire dinanzi al giudice competente ove il debitore ha la sua dimora effettiva e non davanti al giudice competente, individuato sulla formale residenza del medesimo: … In tema di controversie tra consumatore e professionista, l’art. 33, comma 2, lett…. Leggi di più →

Il modello per la richiesta di accesso alle informazioni sul debitore ex-art. 492bis c.p.c.

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Vi propongo un modello per la richiesta, fatta al Presidente del Tribunale, di accesso alle informazioni sul debitore, riportata nel nuovo articolo 492-bis c.p.c., introdotto con il D.L. 132/2014 (convertito). Il modello è stato predisposto dai colleghi, Avv. Gerardo Farkas e Avv. Luciano Cannata, del foro di Catania. Una nota d’obbligo. L’art. 492bis c.p.c. richiede l’emanazione… Leggi di più →

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PCT. Perché un fermo no alle copie di cortesia e ai protocolli che le prevedono

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E’ ormai notoria la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato un opponente in una procedura fallimentare al pagamento di € 5000,00 per violazione dell’art. 96, comma 3, c.p.c. perché non aveva depositato – in ossequio al protocollo d’intesa firmato – le cosiddette “copie di cortesia” dell’atto, aggravando – così sostiene il Tribunale –… Leggi di più →

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