Divieto dell’uso dei codici commentati all’esame di avvocato. Rinviato di due anni

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esame-avvocatoMentre da una parte si tenta di abbattere il numero degli avvocati con l’attuazione dell’art. 21 L.P., dall’altra si rinvia di due anni la riforma dell’esame di avvocato, che – nelle intenzioni del legislatore – dovrebbe permettere una maggiore e più stringente selezione nell’accesso alla professione, tramite il singolare divieto dell’utilizzo dei codici commentati in sede di esame. Un po’ come avviene al concorso in magistratura.

Questo è accaduto in Parlamento, dove è passato l’emendamento che dispone appunto il rinvio della riforma dell’esame che prevede il predetto divieto. Infatti, nel D.L. Milleproroghe, approvato ieri, la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha modificato l’art. 49 della Legge Professionale (L. 247/2012), sostituendo la parola “due” con la parola “quattro“. Cosicché, in base al nuovo termine, la riforma entrerà in vigore solo a partire dal 2017.

Due parole, sulla riforma. Non credo che vietare l’uso dei codici commentati permetterà realmente una maggiore selezione qualitativa dei futuri legali. L’uso della giurisprudenza è il pane quotidiano dell’avvocato. Un esame di Stato fondato sull’uso dei codici commentati accerta, senza alcun dubbio, non solo le conoscenze giuridiche dell’aspirante avvocato, ma anche la sua capacità di sintesi nella lettura delle massime giurisprudenziali e nella loro applicazione al caso concreto.

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