Che fine fanno i contributi versati alla Gestione Separata INPS?

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gestione-separata-inps-avvocatiLa domanda è: dove diamine vanno a finire i contributi che gli avvocati ante-obbligo di iscrizione alla Cassa Forense e i praticanti hanno versato nella gestione separata INPS? Verrebbe spontaneo rispondere che quegli anni di contributi versati nelle casse dell’INPS saranno comunque utili ai fini della pensione del libero professionista. Peccato che non sia così. La legge infatti non prevede la ricongiunzione: i soldi versati nella gestione separata sono stati versati a fondo perduto. O quasi.

Eppure, sarebbe un punto di giustizia sociale, riconoscere la ricongiunzione dei contributi della G.S. a quelli della Cassa Forense. Purtroppo però la politica da quest’orecchio pare non sentirci. Sarà perché l’INPS è cronicamente in difficoltà?Del resto, lo stesso Boeri qualche mese fa ha annunciato che nel 2023, l’INPS avrà un passivo patrimoniale di 56 miliardi di euro. Una bella sommetta, che probabilmente induce la politica a evitare questo “genere” di riforme che potrebbero mettere in maggiore difficoltà l’istituto previdenziale statale.

Ecco dunque che i contributi versati nella G.S. rischiano di diventare dei veri e propri tributi che l’assicurato è costretto per legge a pagare quale obolo per lavorare, e ciò a prescindere dall’utilità pensionistica che ne potrà avere indietro. Anche perché – è bene sottolineare – per chi è iscritto a una cassa dei liberi professionisti, è precluso anche il cumulo contributivo. Così, tanto per farci ancora più del male.

Ma allora sono proprio persi i contributi versati all’INPS? In verità, per evitare che quegli anni vadano a finire in cavalleria, rimangono essenzialmente solo due soluzioni “palliative”: la pensione di vecchiaia, che l’INPS riconosce a chi ha versato almeno cinque anni di contributi nella G.S., ovvero la totalizzazione: per l’anzianità si conteggiano gli anni versati in un qualsiasi ente previdenziale e la pensione la si percepirà nei 18 mesi o 21 mesi successivi rispetto alla data in cui si maturano i requisiti. Esiste infine una terza possibilità, ed è quella della pensione supplementare, che l’INPS riconosce a chi ha maturato l’anzianità senza però includere nel conteggio gli anni versati nella G.S. Praticamente un’ipotesi residuale.

Fonte: Corriere.it

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