CNF. Nel caso di applicazione di due sanzioni disciplinari, la più grave assorbe quella meno grave

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Il Consiglio Nazionale Forense risponde a un quesito proposto dal COA di Roma relativo a un caso nel quale nei confronti di un avvocato veniva applicata la sanzione della sospensione (già in esecuzione) e doveva essere applicata poi la sanzione della cancellazione dall’albo. Il COA domanda se la sanzione meno grave (la sospensione) debba considerarsi assorbita da quella più grave (la cancellazione), oppure se scontata quella meno grave dovesse poi darsi esecuzione a quella più grave.

Per il CNF la sanzione più grave assorbe quella meno grave. Ecco la risposta del Consiglio Nazionale Forense:

Il quesito proposto contiene già in sé la soluzione. Infatti, nell’ipotesi prospettata dovrà farsi luogo al principio della maggiore gravità, per il quale la sanzione meno afflittiva risulta assorbita in quella più grave. Ne consegue che allorquando a carico di un professionista, che sia già assoggettato a sanzione interdittiva dalla professione intervenga provvedimento esecutivo di cancellazione dall’Albo, quest’ultimo dovrà trovare immediata esecuzione assorbendo la misura in atto, che perderà di efficacia. In sostanza nel caso sottoposto all’esame di questa commissione, il COA pur non dichiarando cessata l’esecuzione della sospensione in atto dovrà procedere all’esecuzione della misura della cancellazione. Ovviamente ciò non farà venir meno la sanzione meno grave già irrogata, ma esclusivamente i suoi effetti, la stessa dovrà comunque risultare nel “casellario” delle sanzioni riportate dall’iscritto, ovvero nel suo fascicolo personale.

Consiglio nazionale forense (rel. Morlino), parere 22 ottobre 2014, n. 81.

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