CNF. Gli errori di gioventù del praticante non possono ostacolare l’iscrizione all’albo

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La sussistenza del requisito della condotta “specchiatissima e illibata” (nel nuovo Ordinamento Forense: “irreprensibile”), necessaria al fine di ottenere l’iscrizione al registro speciale dei praticanti avvocati non abilitati, deve essere esclusa in tutte le ipotesi in cui il richiedente abbia tenuto condotte non conformi alla disciplina normativa o alle regole deontologiche della professione forense, tali da incidere sull’affidabilità del soggetto che aspira a svolgere il ruolo attribuito dall’ordinamento al professionista forense.

Questo è il principio generale al quale bisogna fare riferimento ai fini della iscrizione nel registro speciale dei praticanti. Lo afferma il Consiglio Nazionale Forense in una pronuncia del 2014 (la n. 161), il quale però precisa che non possono essere considerate come ostative quelle condotte che, per la loro natura, l’occasionalità, la risalenza nel tempo, non appaiano ragionevolmente suscettibili di incidere attualmente sulla suddetta affidabilità.

Nel caso di specie, il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello aveva proposto ricorso avverso il provvedimento con cui il COA aveva disposto l’iscrizione nel Registro speciale dei praticanti avvocati senza patrocinio di soggetto che, all’età di 18 anni, era stato condannato per il reato di cui all’art. 648 c.p. (pena patteggiata). Il Consiglio Nazionale Forense aveva rigettato il ricorso per le ragioni suesposte.

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