Cassa Forense interviene a sostengo del CNF nel ricorso contro la sanzione dell’antitrust

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Qualche tempo fa ho parlato della sanzione che l’AGCM ha irrogato nei confronti del Consiglio Nazionale Forense, sul tema “tariffe minime”. Ne avevo parlato sulla scorta dell’obbligo di iscrizione a Cassa Forense e del dubbio sulla legittimità della previsione legislativa che prevede tale obbligo e in particolare della contribuzione dovuta a seguito dell’iscrizione. Ebbene, è di oggi la notizia che nel relativo ricorso che CNF ha presentato contro la sanzione al TAR del Lazio, è intervenuta ad adiuvandum proprio Cassa Forense. Più giù il comunicato stampa.

Quanto al contenuto della nota stampa, in parte questo è assolutamente condivisibile e in parte non restituisce, purtroppo, la drammatica realtà dell’attuale situazione dell’avvocatura. Soprattutto alla luce delle enormi difficoltà di quei 50 mila e passa avvocati, costretti in forza di legge a iscriversi a Cassa Forense e patirne i contributi minimi, indipendenti dal reddito prodotto.


La Cassa Forense è intervenuta a fianco del CNF per salvaguardare la dignità degli Avvocati e scongiurare la possibilità che, alla riduzione dei compensi minimi, corrisponda una contrazione del reddito medio della categoria professionale.

Infatti, la Cassa ha depositato, in data odierna, atto di intervento ad adiuvandum nel ricorso promosso dal CNF al Tar Lazio contro l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in relazione all’obbligatorietà delle tariffe minime, nonchè al divieto di accaparramento della clientela sancito dal codice deontologico.

La difesa della categoria, di cui la Cassa è insieme al CNF la maggiore rappresentante istituzionale, costituisce anche una garanzia per il cittadino comune, che sa così di potersi rivolgere a legali competenti e di elevata professionalità, la cui attività non può e non deve essere soggetta al principio della mercificazione: un principio che verrebbe ulteriormente confermato dall’utilizzo improprio della pubblicità volta al procacciamento indiscriminato della clientela.

Allo stesso tempo la Cassa, sostenendo la tenuta reddituale dei propri iscritti garantisce, da un lato, se stessa e le proprie funzioni istituzionali sancite dalla Costituzione e, dall’altro, assicura ai propri iscritti, attraverso contributi pensionistici adeguati, un futuro dignitoso.

L’intervento ad adiuvandum è sembrato ancor più doveroso per non rendere vana la sensibilità della Cassa a sostegno del mondo dell’Avvocatura, in ultimo con l’adozione di un innovativo welfare forense, che tiene conto anche della crisi economica globale e dei riflessi negativi sull’esercizio della professione.

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Una opinione su “Cassa Forense interviene a sostengo del CNF nel ricorso contro la sanzione dell’antitrust” ↓

Reazioni: 1 commento e 0 pings per questo articolo

  1. di giot /

    Che assurdità il divieto di pubblicità. Una visione del secolo scorso senza senso: altro che mercificazione della professione.

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