L’avvocato è tenuto a risarcire il danno per impugnazione temeraria

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avvocato-risarcimento-danno-impugnazione-temerariaLa Cassazione, con la sentenza n. 19285/16, ha stabilito che l’avvocato che “spinga” il cliente a impugnare una sentenza sfavorevole, è tenuto al risarcimento del danno qualora l’impugnazione sia dichiarata infondata e venga dimostrato che nonostante l’infondatezza, il cliente sia stato convinto a impugnare.

Dunque, secondo la Cassazione, due sono i requisiti affinché l’assistito possa ottenere l’eventuale risarcimento del danno da un siffatto comportamento: che l’impugnazione della sentenza sia infondata, e cioè priva di ragioni giuridiche; e che, nonostante l’infondatezza, il professionista abbia persuaso il proprio assistito a impugnare la decisione del giudice.

La prova è a carico dell’assistito, e questa, naturalmente, diventerà più ardua, qualora il legale si sia fatto firmare un’apposita liberatoria con la quale egli venga esonerato dalla responsabilità. Anche se – devo dire – non sono poi così convinto che una semplice liberatoria possa liberare completamente il professionista, qualora l’impugnazione venisse dichiarata infondata, poiché è indubbio che spetta all’avvocato valutare i rischi di una eventuale infondatezza del gravame. E’ chiaro infatti che se non esistono margini giuridici di un certo rilievo per impugnare, l’impugnazione con ogni probabilità sarà dichiarata infondata, configurandosi comunque un errore di valutazione che potrebbe dare origine al diritto risarcitorio dell’assistito.

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