Gli avvocati che devono pagare i contributi all’INPS per gli anni 2004-2006

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credit-squeeze-522549_640L’INPS ha iscritto d’ufficio alla gestione separata quegli avvocati che nel 2006 hanno dichiarato tra i 5 mila e i 20 mila euro, e coloro che nel 2004 e nel 2005, hanno avuto un reddito superiore ai 5 mila euro, i quali non hanno pagato il contributo soggettivo. L’iscrizione – così riporta il quotidiano Il Dubbio – rientra nel progetto “Poseidone 2”, che altro non è che un’operazione anti-evasione contributiva in collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e Infocamere.

Secondo l’INPS, dunque, i professionisti anzidetti, nel periodo indicato, avrebbero versato solo il contributo integrativo a Cassa Forense, non essendo assoggettati – per ragioni di mancanza della continuità professionale – al contributo soggettivo per i redditi prodotti, per i quali, invece – almeno secondo l’INPS – vi sarebbe stato obbligo di iscrizione alla gestione separata, in quanto in tutti i casi nei quali l’avvocato era esonerato dal pagamento del contributo soggettivo, comunque avrebbe dovuto versare i contributi all’INPS.

Malgrado diverse pronunce in favore dei professionisti, da parte dei giudici (per i quali – in sintesi – il semplice adempimento dell’obbligo di contribuzione a Cassa Forense, assolto in questi casi, esclude l’obbligo di pagare i contributi all’ente previdenziale nazionale1), l’INPS pare non intenda recedere dalle proprie pretese, chiedendo agli avvocati in questione di pagare quanto dovuto.

La soluzione ottimale sembra essere soprattutto politica, con un intervento legislativo ad hoc che possa in un certo senso chiarire la questione una volta per tutte. Il che è più facile a dirsi che a farsi, visto che il Governo e il Parlamento sembrano poco interessati alla vicenda, essendo prevalentemente concentrati sul referendum costituzionale di dicembre e sull’approvazione della legge finanziaria. Ed ecco allora che si muove il CNF, che ha concordato un incontro con i vertici dell’INPS per trovare una soluzione che ponga fine alla diatriba.

Fonte: Il Dubbio

  1. In particolare, secondo il tribunale di Roma, ha affermato che i contribuenti obbligati a iscriversi alla G.E. sono “esclusivamente quelli che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali“. Per questi ultimi, la legge “non pone alcuna distinzione in merito alla tipologia di contribuzione cui il reddito frutto della libera professione è assoggettato, essendo essenziale che il reddito non sfugga ad una forma obbligatoria di contribuzione“. Cosa che in effetti è accaduta per gli avvocati.
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