Archivio per Categoria: Giurisprudenza

Cassazione. Avvocato “dipendente” non ha diritto al compenso professionale se…

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La Cassazione interviene su un caso particolare: un avvocato iscritto all’albo, dipendente della Regione, che patrocina cause per l’ente di cui è dipendente, nonostante il suo inquadramento fosse quello amministrativo e non legale, in base a delle procure ad litem di volta in volta rilasciategli tramite delibera. L’avvocato, per le cause anzidette, chiede il compenso (professionale),… Leggi di più →

La bocciatura all’esame di avvocato deve essere motivata. Così dice il TAR

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Il TAR della Lombardia con la sentenza 2758/2015 ha accolto il ricorso di una giovane aspirante al titolo di avvocato contro la propria bocciatura all’esame scritto per l’abilitazione alla professione forense, definita con il solo voto numerico e senza una motivazione – seppure sintetica – circa la decisione presa dalla commissione d’esame. Il giudice amministrativo… Leggi di più →

Mediazione, riservatezza e contumacia del convenuto. Pronuncia del Tribunale di Roma

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Il Tribunale di Roma ha chiarito due punti importanti relativi alla procedura di mediazione. Il primo riguarda il dovere di riservatezza che grava sul mediatore, sulle parti e gli avvocati in ordine a quanto viene detto e dibattuto nell’attività di mediazione. Il secondo invece riguarda il caso di contumacia del convenuto. Mediazione e riservatezza Quanto… Leggi di più →

Se l’avvocato incolpato non gode delle garanzie previste dall’art. 111 Cost.

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Lo afferma il CNF, che ha negato all’incolpato il diritto all’ultima parola nel procedimento disciplinare a suo carico, in quanto a tale procedimento non si applica l’art. 111 Cost., bensì l’art. 97 Cost. secondo cui vanno assicurati – nel procedimento disciplinare – il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. La massima: Nel procedimento disciplinare avanti al… Leggi di più →

L’avvocato che telefona al (potenziale) testimone viola il codice deontologico

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Lo ha affermato il Consiglio Nazionale Forense. L’avvocato che telefona al testimone o a un potenziale testimone per intrattenersi con lui sull’oggetto del procedimento con forzature e suggestioni dirette a ottenere una deposizione compiacente, viola l’art. 52 del codice deontologico, benché (in questo specifico caso) non commetta il reato previsto all’art. 377 c.p. (intralcio alla giustizia)…. Leggi di più →